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Approcci.Abilitativi
 
 
A.B.A.(Applied Behavioural Analysis)

E’ il metodo abilitativo che garantisce risultati a breve termine riconosciuto dalle linee guida della Società di Neuropsichiatria Italiana dell’Infanzia e dell’adolescenza (SINPIA)

Il metodo comportamentale
Si basa sull’osservazione diretta del comportamento del bambino.
Attraverso osservazioni rigorose, il comportamento viene scomposto in tante piccole unità osservabili in modo che chiunque possa “misurarlo” in termini oggettivi, evitando superficialità ed equivoci sull’interpretazione del comportamento in esame.
L’approccio comportamentale fornisce in questo modo un metodo e delle strategie scientificamente provate, per insegnare, correggere o far scomparire i comportamenti obiettivo.

Per analizzare un comportamento, si osserva sempre:
  • ció che accade immediatamente prima (antecedente)
  • il comportamento stesso (comportamento)
  • la conseguenza immediatamente successiva (conseguenza)
  • il contesto (definito in termini di luogo, persone, materiali, attivitá o momento del giorno) in cui il comportamento si verifica.

"Manipolando" l’antecedente o la conseguenza, il comportamento tenderà ad aumentare, a diminuire, a scomparire o a rimanere costante di frequenza e di intensità, in base all’obiettivo che vogliamo insegnare o correggere.
Tutto verte su una serie di “premi” (rinforzi) assegnati al bambino, una serie di suggerimenti o sollecitazioni (prompting) che via via verranno sfumati (fading) e il modellamento (modelling) del comportamento stesso. L’obiettivo è che il bambino abbia sempre successo, in modo da far salire sempre più la sua motivazione a collaborare con il terapista o con il genitore.
Fondamentale in questo approccio è che ogni singola acquisizione venga successivamente generalizzata in ogni ambiente in modo naturale.
Questo approccio prevede un minimo di 20 ore settimanali di sessioni di apprendimento e la partecipazione attiva della famiglia, della scuola e di tutte le figure che ruotano attorno al bambino.
Per ulteriori approfondimenti, consultare la bibliografia tradotta consigliata o i testi in lingua originale.

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UCLA di Lovaas
Ideato da Lovaas (1979; 1981) si basa sul modello ABA (Applied Behavior Analysis), prevede sessioni intensive di apprendimento di compiti distinti tra loro (Discrete Trial Training, DTT) come una sorta di “addestramento” e di attenta analisi del comportamento. Il metodo utilizza rinforzi positivi per condizionare il comportamento. Il numero di ore settimanali previste di intervento riabilitativo è di circa 40.

LEAP: LEARNING EXPERIENCES, AN ALTERNATIVE PROGRAM FOR PRESCHOOLERS AND THEIR PARENTS
University of Colorado School of Education

Il LEAP, ideato da Strain e Cordisco, parte da un intervento integrato casa-scuola-comunità che prevede che le fasi di apprendimento vengano proposte dai coetanei con sviluppo tipico in modo da favorire lo sviluppo delle abilità sociali dell’apprendimento utilizzando l’apprendimento comportamentale ABA proposto da Lovaas.

T.E.A.C.C.H. (Treatment and Education of Autistic and Commuication Handicapped Children)
Il modello di presa in carico TEACCH prevede un insegnamento strutturato basato su una approfondita valutazione dei punti di forza e di debolezza di ciascun bambino e sull’organizzazione dell’ambiente fisico, la scansione delle attività, l’utilizzo degli ausili visivi e la partecipazione della famiglia al programma d’intervento.
L’ambiente fisico molto strutturato, prevedibile e comprensibile grazie a sequenze d’immagini, consente al bambino di sapere con precisione ciò che ci si aspetta da lui in ogni luogo e in ogni momento della giornata, aumentando così la sensazione di controllo delle varie situazioni e, contestualmente, diminuendo l’incertezza, fonte di ansia e frustrazione. L’obiettivo è il potenziamento delle autonomie del soggetto e il miglioramento della qualità di vita personale, sociale e lavorativa.
Il modello punta a modificare l’ambiente rendendolo prevedibile, piuttosto che a modificare il comportamento del soggetto.

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D.I.R.(Developmental, individual-difference, relationship-based)
Il DIR, in accordo con le linee guida SINPIA, è l’approccio evolutivo più moderno nel panorama scientifico per il trattamento dell’autismo e si muove in una cornice concettuale completamente differente rispetto ai sopracitati approcci comportamentali.
Nella filosofia di questo tipo di programmi è infatti implicita l’importanza della dimensione emozionale e relazionale in cui si realizza l’agire del bambino.
Il DIR enfatizza l’importanza di individuare il livello di sviluppo raggiunto dal bambino (development), le differenze individuali nella modalità di processazione delle informazioni sensoriali e motorie (individual differences) ed il tipo di relazione ed interazioni che il bambino stabilisce con i patners adulti (relationship).
I principi su cui si fonda il metodo DIR sono confermati da numerosi studi presenti in letteratura (Rogers, S. J., Herbison, J.M., Lewis, H.C., Pantone, J., & Reis, K.1986;
Rogers, S.J.,& Lewis, H. 1988; Prizant, B & Wetherby, A. 1998; Dunlap, G., & Fox, E., 1999;)
Gli obiettivi dell’approccio DIR si basano sullo sviluppo e sull’evoluzione delle capacità funzionali-emozionali che i bambini devono saper padroneggiare iniziando dalla nascita: capacità di attenzione e autoregolazione; capacità di astrazione simbolica; acquisizione del pensiero logico.
Anche questo approccio terapeutico implica un rilevante coinvolgimento dei genitori e di tutti i partenrs adulti del bambino; un contesto naturale rappresenta inoltre la premessa indispensabile per attivare l’espressività, l’iniziativa e la partecipazione del bambino e per favorire quindi una proficua utilizzazione dell’apporto esperienziale.

DEVELOPMENTAL INTERVENTION MODEL di S. Greenspan
E’ basato sull’identificazione del livello di sviluppo funzionale ed emotivo raggiunto dal bambino, sulle differenze individuali nelle modalità di processare le informazioni sensoriali e motorie e sulla tipologia di relazioni che il bambino stabilisce con le figure adulte di riferimento. Il cuore del trattamento, “FLOOR TIME”, sta nello sviluppare modalità interattive e giochi che mirano a stabilire ed incrementare sempre più circoli di comunicazione, espandendo sia la gamma degli stati emotivi, sia la comunicazione e la capacità simbolica del bambino, sostenendo che la “lezione emotiva”precede la “lezione cognitiva”.
Il libro di Greenspan parla di come trovare il modo di giocare col proprio bambino e di fare del gioco uno strumento per coinvolgerlo emotivamente e cognitivamente.
Infatti Floor time letteralmente significa “tempo passato a terra, sul pavimento” a giocare con il bambino in 6-10 sessioni al giorno di 20-30 minuti ciascuna: il ruolo dei genitori è quindi anche qui fondamentale.

Questo è il nodo centrale dell’approccio di Greenspan: il gioco.
Ma la base sottostante da cui il gioco trae giovamento a guidare e favorire lo sviluppo del bambino è l’insieme delle relazioni umane, delle quali si nutre il cervello e la mente umana e senza le quali non si possono generare –citando Greenspan- il senso di sé, l’autostima, l’iniziativa, la creatività e le funzioni superiori quali la logica, la capacità di giudizio e il pensiero astratto.
Secondo Greenspan, la “lezione” emotiva precede quella cognitiva, e ne è anzi la base, il punto di partenza per mobilitare la crescita intellettiva del bambino.

Stanley Greenspan,M.D. The interdisciplinary Council on Developmental and Learning Disorders (ICDL.com)

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