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I nostri. obiettivi:
L' Associazione "Habitat per l'Autismo" si pone i seguenti obiettivi:
- fornire un´adeguata informazione sulla sindrome e le sue caratteristiche;
- fornire concretamente informazioni su cosa bisogna fare e sapere una volta ottenuta la diagnosi;
- fornire un orientamento nel mondo dei servizi e dei diritti esigibili;
- fornire un adeguato sostegno psicologico alle famiglie;
- fornire un´informazione piú dettagliata sui possibili approcci terapeutico-riabilitativi piú consolidati in Italia, come indicano le linee guida pubblicate dalla Societá Nazionale Italiana di Neuropsichiatria dell´Infanzia e dell´Adolescenza;
http://sinpialazio.interfree.it/lgautismo.pdf
- fornire corsi di formazione a vari livelli per genitori e per tutti coloro che ruotano intorno ai nostri figli (insegnanti, terapisti, cooperative di assistenti domiciliari, personale AEC scolastico, ecc.);
- rendere i genitori consapevoli dell’importanza e della necessità di un ruolo attivo nel percorso educativo riabilitativo del proprio figlio.
LA SCUOLA:
- istruzioni per l’uso;
- assistenza nella realizzazione dei Programmi Educativi Individuali, e supporto psicologico e pedagogico agli insegnanti nell’ambito dell’applicazione del P.E.I.;
- individuare e stimolare capacità lavorative future dei nostri ragazzi;
IL TEMPO LIBERO:
- autonomie nel gioco e piccoli gruppi;
- migliorare complessivamente la qualità della vita;
- prevedere delle strutture decorose, con personale qualificato, idonee ad ospitare i nostri figli per un lontano durante/dopo di noi;
- attivarsi per proporre modifiche a leggi che consideriamo inadeguate e irrispettose delle problematiche inerenti la vita del soggetto autistico;
- attuare convenzioni con centri polisportivi e formazione adeguata agli operatori sportivi stessi (nuoto, equitazione, corsa, ecc.);
- creazione di laboratori artistici per bambini, nei quali si individueranno e si potenzieranno le singole abilità di ciascuno, con l’obiettivo successivo di indirizzarli ad un possibile lavoro in ambiente protetto (realizzazione di oggetti artigianali destinati alla vendita con lo scopo di aumentare l’autonomia personale e autosostentarsi );
- sensibilizzare istituzioni ed opinione pubblica sulle problematiche legate alla sindrome autistica attraverso convegni, pubblicazioni e/o eventi.
- Fare in modo che la C.H.A.T. (Checklist for Autism in Toddlers) sia lo strumento di diagnosi precoce conosciuto e utilizzato da tutti i pediatri del territorio italiano.
Il testo per intero può essere osservato integralmente visitando:
www.pediatrics.org/cg1/content/full/107/5/e85
(Qui di seguito è stato tradotto)
L' Associazione "Habitat per l'Autismo" si pone i seguenti obiettivi:- fornire un´adeguata informazione sulla sindrome e le sue caratteristiche;
- fornire concretamente informazioni su cosa bisogna fare e sapere una volta ottenuta la diagnosi;
- fornire un orientamento nel mondo dei servizi e dei diritti esigibili;
- fornire un adeguato sostegno psicologico alle famiglie;
- fornire un´informazione piú dettagliata sui possibili approcci terapeutico-riabilitativi piú consolidati in Italia, come indicano le linee guida pubblicate dalla Societá Nazionale Italiana di Neuropsichiatria dell´Infanzia e dell´Adolescenza;
http://sinpialazio.interfree.it/lgautismo.pdf
- fornire corsi di formazione a vari livelli per genitori e per tutti coloro che ruotano intorno ai nostri figli (insegnanti, terapisti, cooperative di assistenti domiciliari, personale AEC scolastico, ecc.);
- rendere i genitori consapevoli dell’importanza e della necessità di un ruolo attivo nel percorso educativo riabilitativo del proprio figlio.
LA SCUOLA:
- istruzioni per l’uso;
- assistenza nella realizzazione dei Programmi Educativi Individuali, e supporto psicologico e pedagogico agli insegnanti nell’ambito dell’applicazione del P.E.I.;
- individuare e stimolare capacità lavorative future dei nostri ragazzi;
IL TEMPO LIBERO:
- autonomie nel gioco e piccoli gruppi;
- migliorare complessivamente la qualità della vita;
- prevedere delle strutture decorose, con personale qualificato, idonee ad ospitare i nostri figli per un lontano durante/dopo di noi;
- attivarsi per proporre modifiche a leggi che consideriamo inadeguate e irrispettose delle problematiche inerenti la vita del soggetto autistico;
- attuare convenzioni con centri polisportivi e formazione adeguata agli operatori sportivi stessi (nuoto, equitazione, corsa, ecc.);
- creazione di laboratori artistici per bambini, nei quali si individueranno e si potenzieranno le singole abilità di ciascuno, con l’obiettivo successivo di indirizzarli ad un possibile lavoro in ambiente protetto (realizzazione di oggetti artigianali destinati alla vendita con lo scopo di aumentare l’autonomia personale e autosostentarsi );
- sensibilizzare istituzioni ed opinione pubblica sulle problematiche legate alla sindrome autistica attraverso convegni, pubblicazioni e/o eventi.
- Fare in modo che la C.H.A.T. (Checklist for Autism in Toddlers) sia lo strumento di diagnosi precoce conosciuto e utilizzato da tutti i pediatri del territorio italiano.
Il testo per intero può essere osservato integralmente visitando:
www.pediatrics.org/cg1/content/full/107/5/e85
(Qui di seguito è stato tradotto)
La C.H.A.T. (cheklist for autism in toddlers) consiste in alcune domande alle quali rispondere: in base alle risposte, si richiede una visita neuropsichiatrica di controllo. Se questo semplice questionario fosse consegnato a tutti i pediatri, ci sarebbero senza dubbio diagnosi precoci e tempestivi interventi riabilitativi.
Domande del pediatra al genitore
1) Al bambino piace essere coccolato?
2) Si interessa ad altri bambini?
3) Gli piace arrampicarsi sui mobili o sulle scale?
4) Si diverte a fare giochi tipo “cucu’” o nascondino?
5) Ogni tanto gioca a far finta di preparare da mangiare o altro?
6) Indica con il dito qualcosa che vuole ottenere?
7) Indica con il dito qualcosa verso cui ha interesse?
8) Gioca in modo appropriato con alcuni giocattoli o si limita a metterli in bocca, manipolarli o farli cadere?
9) Porge ogni tanto oggetti al genitore per farglieli vedere?
Osservazione diretta del pediatra
1) Il bambino mi guarda negli occhi ogni tanto?
2) E’ possibile ottenere l’attenzione del bambino dicendo “guarda…” (il bambino si gira a guardare cosa ha indicato il pediatra)?
3) E’ possibile interessare il bambino a un gioco di finzione (ad esempio preparare qualcosa da bere o da mangiare)?
4) Il bambino è in grado di indicare la luce con il dito su richiesta e guardare contemporaneamente in faccia l’interlocutore?
5) Quanti cubi riesce ad impilare per costruire una torre?




